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Ethical living

Banche più etiche

  • 27 febbraio 2012
  • 15.14

“C’è un’alternativa alle banche non etiche”, scrive il Guardian. Non contente di aver quasi fatto crollare il sistema finanziario globale e di aver provocato una recessione, scrive il quotidiano, molte delle grandi banche stanno ancora distribuendo bonus spropositati ai loro manager. Un’alternativa per i consumatori potrebbe essere quella di aderire a campagne come Move your money (Sposta i tuoi soldi), che invitano a chiudere i propri conti correnti e ad aprirne altri in banche più “scrupolose”. Ma quali sono gli istituti etici?

Il Guardian stila una lista delle possibili alternative in Gran Bretagna, come le credit union e le building society. Questi istituti hanno una struttura proprietaria di tipo cooperativo e offrono in genere i prodotti più comuni, come conti correnti, di deposito e mutui. Alcune società si impegnano a non investire nel settore degli armamenti, dei prodotti trans­genici e dei test sugli animali. Altre, non avendo né azioni né azionisti, reinvestono gli utili in condizioni più favorevoli per creditori e debitori.

Una banca è stata classificata come charity, una condizione simile alle onlus italiane, e investe solo in altre onlus, gruppi di volontariato e iniziative sociali, mentre un’altra si è specializzata in prestiti a favore del commercio equo e solidale, nella produzione biologica e nelle energie rinnovabili. La campagna ha riscosso grande interesse tra i lettori del Guardian, ma anche qualche critica, come quelle sulle condizioni di alcune di queste banche, meno favorevoli di quelle commerciali.

Internazionale, numero 937, 24 febbraio 2012

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