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Tecnologia

L’esperimento di Facebook sulle emozioni degli utenti

  • 30 giugno 2014
  • 12.27


(Konstantin Inozemtsev, Getty Images)

Facebook sta affrontando molte critiche per aver condotto un esperimento psicologico sulle emozioni di quasi 700mila utenti senza che questi lo sapessero. La ricerca, realizzata nel 2012 in collaborazione con due università statunitensi, è stata pubblicata a marzo sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.

Per fare il test gli scienziati dell’azienda hanno “manipolato” per una settimana l’algoritmo che regola il news feed, la pagina principale di Facebook dove ogni utente vede gli aggiornamenti postati dai suoi amici. A seconda delle indicazioni dei ricercatori, l’algoritmo nascondeva automaticamente le parole o le immagini legate a stati d’animo negativi, oppure quelle legate a stati d’animo positivi, e i ricercatori registravano le reazioni degli utenti. L’obiettivo era scoprire se sui social network le emozioni sono influenzate dal contesto, in modo simile alla vita reale.

Come si legge nella sintesi della ricerca, la manipolazione sembra aver cambiato realmente l’umore degli utenti: “Le persone a cui è stata ridotta la quantità di contenuti positivi nel news feed hanno cominciato a scrivere più frasi dal tono negativo e meno parole positive. Quando la negatività è stata ridotta, il modello si è invertito”.

Questi esperimenti sono legali, ha ricordato Facebook, perché sono previsti dalle condizioni d’uso che ogni utente firma quando si iscrive al social network. Ma diversi esperti hanno criticato il modo in cui la ricerca è stata condotta, soprattutto dal punto di vista etico. Clay Johnson, fondatore del Department of better technology, un’organizzazione non profit che lavora per le agenzie governative, ha definito l’esperimento “terrificante”.

Altri opinionisti hanno ridimensionato le critiche espresse sul web, ricordando che il modo in cui il news feed viene manipolato da Facebook grazie a un algoritmo dovrebbe essere noto da tempo. “Se le persone pensassero al news feed come a Dysneyland, cioè un ambiente artificiale, si sorprenderebbero di meno”, ha scritto su Twitter il giornalista del New York Times Farhad Manjoo.

Gli stessi autori dell’esperimento però si sono scusati dopo la pubblicazione dei risultati. “Posso capire perché molte persone sono preoccupate. Io e gli altri autori dello studio siamo molto dispiaciuti per il modo in cui sono stati presentati i risultati”, ha detto Adam Kramer, uno degli scienziati che hanno firmato la ricerca.

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