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Ocse. Leggere e far di conto: adulti Giappone in testa, Italia in coda

  • 8 ottobre 2013
  • 17.04

Roma, 8 ott. (TMNews) – Un giapponese appena uscito dal liceo è nettamente più preparato di un laureato italiano o francese: il primo studio internazionale sulle competenze degli adulti in lettura e calcolo lascia pochi spazi all’ottimismo sugli effettivi risultati del percorso didattico del Vecchio Continente e sul collegamento fra scuola e mondo del lavoro.

La ricerca, condotta dall’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ha preso in esame 157.000 adulti di età compresa fra i 16 e i 65 anni in 24 paesi, di cui 22 membri più Cipro e la Russia.

L’obiettivo del PIAAC (Programma per la valutazione delle competenze degli adulti) è simile a quello perseguito nello studio PISA sulle performance scolastiche dei più giovani. Lo studio offre una conoscenza più approfondita sulla disponibilità di alcune competenze essenziali nella vita sociale e sul modo in cui sono utilizzate nella vita lavorativa e privata.

La proporzione di adulti tra i 16 e i 65 anni con un basso livello di competenza in lettura va dal 4,9% del Giappone al 27,7% in Italia, la media Ocse si situa al 15,5%.

In materie matematiche, la proporzione di persone poco competenti, in grado di fare solo un calcolo elementare, varia dall’8,2% in Giappone al 31,7% in Italia, la media Ocse è del 19%.

Ovviamente, per tutto quanto riguarda il mondo informatico, nella quasi totalità dei paesi, ben il 10% della popolazione adulta è sprovvista delle competenze base per utilizzare un computer. Eccelle la Finlandia dove l’8,8% possiede un livello di competenza molto elevato.

Secondo l’Ocse, l’insieme delle competenze ha un fortissimo impatto sull’occupazione e sui salari. Le persone con competenze scarse corrono il doppio del rischio di essere disoccupati.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Ocse individua la priorità nella lotta alla disoccupazione giovanile, moltiplicando gli sforzi in primo luogo per assicurare che i giovani lascino la scuola con le competenze richieste dal mercato del lavoro e, in secondo luogo, rimuovendo le barriere del mercato del lavoro che impediscono ai giovani di trovare impieghi remunerativi.

Il rapporto misura direttamente le performance di diverse competenze per comprendere, utilizzare e comunicare le informazioni – più precisamente la literacy (capacità di lettura e di scrittura), la numeracy (capacità di calcolo) e la capacità di risolvere problemi in ambienti ad alto contenuto tecnologico.

Questa è una notizia dell’agenzia TMNews.

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