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Messico

Il sindaco di Iguala accusato di essere il mandante della scomparsa dei 43 ragazzi

  • 23 ottobre 2014
  • 15.53


Una manifestazione a Città del Messico dei parenti dei ragazzi scomparsi, il 22 ottobre 2014. (Tomas Bravo, Reuters/Contrasto)

Il procuratore generale federale del Messico, Jesús Murillo Karam, ha annunciato che il sindaco di Iguala, José Luis Abarca Velázquez, è accusato di aver ordinato l’operazione di polizia del 26 settembre durante la quale sono scomparsi 43 studenti.

L’obiettivo era evitare che i ragazzi, che stavano partecipando a una manifestazione contro la riforma dell’istruzione, interrompessero il discorso della moglie, María de los Ángeles Pineda, durante un comizio.

Il sindaco, la moglie e il capo della sicurezza sono scappati subito dopo la scomparsa degli studenti e sono ricercati fin dall’inizio delle indagini.

Secondo Karam, il sindaco potrebbe anche avere legami con il gruppo del narcotraffico locale, i Guerreros Unidos. Diversi agenti arrestati dalle forze federali con l’accusa di essere affiliati alla criminalità hanno confessato di aver consegnato gli studenti al gruppo.

Intanto circa 45mila persone sono hanno manifestato a Città del Messico in sostegno dei familiari degli studenti scomparsi, mentre a Iguala i dimostranti hanno dato fuoco alla sede del municipio, senza fare vittime.

I fatti. La notte del 26 settembre un gruppo di studenti nello stato di Guerrero si è impossessato di tre autobus per protestare, la polizia locale ha aperto il fuoco contro i manifestanti e ha ucciso uno studente. Nelle ore successive, mentre gli studenti denunciavano l’accaduto, un gruppo armato li ha attaccati. Da allora 43 studenti sono dispersi.

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