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Italia

Dieci cose da sapere sul caso Cancellieri

  • 5 novembre 2013
  • 14.31



La ministra della giustizia Anna Maria Cancellieri durante una conferenza stampa a Chianciano Terme il 2 novembre 2013. (Ettore Ferrari, Ansa)

  • Il 17 luglio Giulia Ligresti viene arrestata insieme a suo padre Salvatore (che però viene messo agli arresti domiciliari) su richiesta della procura di Torino nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del gruppo assicurativo Fondiaria Sai. Lo stesso giorno Anna Maria Cancellieri chiama Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti. Nella telefonata Cancellieri si dice dispiaciuta per l’arresto dei Ligresti. Cancellieri è amica di famiglia di Ligresti, e suo figlio Piergiorgio Peluso è stato direttore generale di Fonsai dal maggio del 2011 al 2012.
  • Il 2 agosto Giulia Ligresti chiede di patteggiare la pena.
  • Il 5 agosto arriva alla psicologa del carcere la prima segnalazione di un “peggioramento delle condizioni di salute” di Giulia Ligresti.
  • Il 6 agosto il giudice per le indagini preliminari respinge l’istanza di scarcerazione.
  • Il 18 agosto il fratello di Salvatore Ligresti, Antonino Ligresti, telefona alla ministra della giustizia Anna Maria Cancellieri per due volte, ma non riceve risposta e lascia un messaggio in segreteria.
  • Il 18 o il 19 agosto la ministra Anna Maria Cancellieri ha chiamato i due vicecapi dell’autorità penitenziaria Francesco Cascini e Luigi Pagano per “sensibilizzarli” sulla vicenda e “perché facessero quanto di loro stretta competenza”.
  • Il 22 agosto il procuratore Vittorio Nessi ascolta Anna Maria Cancellieri sulla vicenda.
  • Il 28 agosto Giulia Ligresti ottiene gli arresti domiciliari, dopo una perizia del 26 agosto che certifica la sua malattia.
  • Il 31 ottobre viene pubblicata l’intercettazione di una telefonata tra Anna Maria Cancellieri e Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti.
  • Il 5 novembre la ministra Cancellieri riferisce in parlamento sulla vicenda. Cancellieri ha già offerto due volte le sue dimissioni, ma il presidente del consiglio Enrico Letta le ha respinte.

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