Internazionale

martedì 23 febbraio 2016 aggiornato alle 16.05

Da sapere

Quali sono i paesi dove i bambini vivono meglio?

  • 13 aprile 2013
  • 12.00


Amsterdam, nei Paesi Bassi. (Toussaint Kluiters, Reuters)

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che la salute dei bambini è l’indicatore più importante per capire se la qualità della vita di un luogo è alta, se una società è democratica e un paese o una città sono ben governati. Ma quali sono i migliori posti del mondo a misura di bambino?

Secondo l’Unicef, lo stato europeo in cui i bambini vivono meglio sono i Paesi Bassi, al primo posto per benessere materiale, istruzione e minore diffusione dei comportamenti a rischio. Seguono Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. L’Italia occupa la seconda parte della classifica, al 22° posto.

Tra i risultati forse sorprendenti ci sono quelli della Slovenia, che supera il Canada, e del Portogallo, che ha una posizione più alta rispetto agli Stati Uniti.

Le città
I criteri usati dall’Unicef sono questi:
- educazione (la qualità delle scuole, quante sono, la proporzione tra scuole pubbliche e private, ma anche il livello d’istruzione degli adulti);
- sicurezza (quanta criminalità c’è);
- economia (il costo delle case, la povertà, il tasso di occupazione e quello di innovazione);
- servizi (politche sociali, assistenza alle famiglie e alle madri, asili nido ma anche centri ricreativi, musei, zoo, spazi verdi);
- sostenibilità (qualità dell’aria, rispetto dell’ambiente);

Sugli stessi criteri si è basata anche la rivista Businessweek, che ha compilato una lista delle migliori città statunitensi per i bambini nel 2013. Ha analizzato 3.200 città di piccole e medie dimensioni (tra i 5mila e i 50mila abitanti) e con un reddito medio annuo per famiglia che non superi i 115mila dollari. Questa classifica considera anche parametri come il tempo impiegato per spostarsi in città, la partecipazione dei cittadini e la multiculturalità.

Le tre in cima all’elenco sono:
1. Blacksburg, in Virginia (43mila abitanti): si trova tra due catene dei monti Appalachi e ospita sette ottime scuole pubbliche. Può contare su grandi spazi dedicati alle attività della comunità e per i più piccoli, su un tasso di disoccupazione molto basso e costi di vita contenuti.
2. Arlington, in Nebraska (neanche duemila abitanti): una piccola cittadina che ogni anno ospita la fiera della contea di Washington. Le scuole pubbliche (frequentate da seicento alunni tra elementari e superiori) sono eccellenti.
3. Morton Grove in Illinois (23mila abitanti): è vicina a Chicago, è circondata da parchi, diversi servizi e svaghi e scuole di alto livello.

In Europa c’è un premio per i migliori progetti sulla città a misura di bambino, il Cities for children. Nell’edizione 2012 è stata premiata Oldenburg, in Germania, che è rinata grazie alle biblioteche, ai musei, ai posti per giocare e fare sport. Sono stati dati riconoscimenti speciali anche a Maribor in Slovenia, Hamm in Germania e a Reggio Emilia (per aver promosso l’uso della bicicletta nelle scuole come mezzo di trasporto che fa bene alla salute e non inquina).

In Italia, la classifica delle città vivibili più famosa in italia è quella del Sole24ore, ma non parla di bambini. Le migliori del 2012 sono state Bolzano, Siena e Trento.

Iniziative
L’Unicef da anni porta avanti il progetto Città amiche dei bambini e delle bambine, che promuove i diritti dei bambini a livello locale, anche coinvolgendo direttamente i più piccoli nella cosa pubblica. Il progetto, interessa città di tutto il mondo: dal Brasile alla Giordania, fino a Monaco, in Germania. Promuovono due progetti legati ai bambini e la città anche l’Unesco e le Nazioni Unite.

Un centinaio di comuni italiani sono coinvolti nel progetto La città dei bambini del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), che promuove molte iniziative, tra cui la mobilità sostenibile per i più piccoli, organizzando spostamenti a piedi o in bicicletta.

(Anna Franchin)

Leggi anche

Commenti

In copertina

Stipendi da fame

Stipendi da fame

Migliaia di lavoratori statunitensi si battono per l’aumento del salario minimo e il diritto di formare un sindacato. Sfidando le multinazionali dei fast food.

Ultime notizie

Ultimi articoli