Internazionale

martedì 23 febbraio 2016 aggiornato alle 16.05

Città del Vaticano

Secondo il papa l’ergastolo è una pena di morte occulta

  • 23 ottobre 2014
  • 15.18


Papa Francesco al concistoro sul Medio Oriente, il 20 ottobre 2014. (Riccardo De Luca, Ap/Lapresse)

Durante un incontro in Vaticano con un gruppo di giuristi dell’Associazione penale internazionale, papa Francesco ha chiesto un maggior impegno contro la pena di morte e per il miglioramento delle condizioni dei detenuti.

“Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono chiamati a lottare non solo per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana. E questo, anche, io lo collego con l’ergastolo. L’ergastolo è una pena di morte coperta. C’è il rischio di non conservare neppure la proporzionalità delle pene. Le deplorevoli condizioni detentive che si verificano in diverse parti del pianeta, costituiscono spesso un autentico tratto inumano e degradante, mentre in non pochi casi non sono altro che il risultato dell’esercizio arbitrario e spietato del potere”, ha detto.

Francesco paragona a una forma di tortura la detenzione praticata nelle carceri di massima sicurezza. L’isolamento di questi luoghi, ricorda, causa sofferenze “psichiche e fisiche”.

“In questo modo si tortura non solo in centri clandestini di detenzione o in moderni campi di concentramento, ma anche in carceri, istituti per minori, ospedali psichiatrici, commissariati e altri centri e istituzioni di detenzione e pena”.

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