Internazionale

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Cina

Rassegna stampa da Pechino

  • 14 novembre 2012
  • 11.10


Il nuovo presidente cinese, Xi Jinping, e quello uscente, Hu Jintao, nella Grande sala del popolo, a Pechino. (Lan Hongguang, Ap/Lapresse)

Notizie scontate (Caijing)
Si è chiuso il diciottesimo congresso del Partito comunista. La Xinhua comunica che Xi Jinping e Li Keqiang sono stati eletti membri del diciottesimo Comitato centrale. Saranno rispettivamente il futuro presidente e il futuro primo ministro. Entreranno in carica a marzo.

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Facce nuove (Xinhua)
Il presidente Hu Jintao ha dichiarato che l’Assemblea nazionale del popolo ha eletto il Comitato centrale e il Comitato disciplinare del Pcc. Nel nuovo Comitato centrale entrano tutti i papabili per il Comitato permanente (i cui nomi verranno notificati alla stampa solo domani): Wang Qishan, Liu Yunshan, Liu Yandong, Li Yuanchao, Wang Yang, Zhang Gaoli, Zhang Dejiang, Yu Zhengsheng.

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Petrolio, Ferrari e intrighi di palazzo (Nanhua Zaobao)
Jiang Jiemin, presidente di Petrochina – la più grande azienda petrolifera cinese – è stato interrogato dalla Commissione centrale per le indagini disciplinari interne al Pcc. Sarebbe coinvolto in uno scandalo legato allo schianto di una Ferrari a Pechino lo scorso marzo. L’interrogatorio si sarebbe concentrato su un’ingente somma di denaro – si parla di alcune decine di migliaia di euro – versata da Jiang a favore delle famiglie di due ragazze che si trovavano a bordo dell’auto quella notte. Nello schianto era rimasto ucciso il giovane conducente. Questi, secondo voci trapelate lo scorso settembre, era il figlio di Ling Jihua, ex segretario generale del comitato centrale del Partito comunista cinese e principale consigliere del presidente uscente Hu Jintao. Fino allo scoppio dello scandalo Ling era uno degli uomini più potenti di Cina, destinato a uscire dal diciottesimo congresso con una posizione ad altissimi livelli. Ora è caduto in disgrazia. Fonti anonime rivelano che Ling fosse anche molto vicino al presidente di Petrochina. La somma versata getta una luce sinistra sul presidente di Petrochina e sul ruolo di garanzia della commissione incaricata di supervisionare e amministrare le aziende di stato presieduta da Wang Yong.

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Speculazioni (Duowei)
Secondo notizie ufficiali, i membri del comitato permanente del Politburo incontreranno il pubblico la mattina del 15 novembre a Pechino. Negli ultimi giorni le previsioni e le notizie sui nomi hanno suscitato scalpore tra i media e ogni testata riporta una lista diversa. Sui favoriti a entrare nel comitato permanente, all’improvviso sono cominciati a circolare rapporti negativi. Forse i promettenti Li Yuanchao, Wang Yang e Yu Zhengsheng non entreranno nel prossimo comitato permanente.

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Un comitato permanente di transizione (Lianhe Zaobao)
Con ogni probabilità il comitato permanente del Politburo sarà composto da sette membri. Oltre al futuro presidente Xi Jinping e al futuro premier Li Keqiang è quasi certo che ci saranno: Zhang Dejiang, Yu Zhengsheng, Liu Yunshan, Zhang Gaoli e Wang Qishan. La lista definitiva sarà pubblicata domani, ma c’è già chi manifesta il suo disappunto. Con l’eccezione di presidente e premier, quelli che dovrebbero sedere nel comitato permanente sono tutti over 65, che significa che i prossimi cinque anni saranno un ennesimo periodo di transizione. Nel frattempo la sesta generazione entrerà nel Politburo. In città importanti come Shanghai, Tianjin e Chongqing cambierà il segretario di partito. Quello che per ora è noto è che il liberale Wang Yang lascerà la sua carica di segretario di Partito del Guangdong all’astro nascente della sesta generazione di leader Hu Chunhua (attualmente segretario della Mongolia Interna), mentre la metropoli di Chongqing andrà a Sun Zhengcai (attualmente segretario della regione del Jilin). L’attuale ministro del commercio Chen Deming sarà promosso vicepremier e capo del dipartimento di propaganda, Wang Yang diventerà vice premier e Li Yuanchao vicepresidente.

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Dal nuovo Politburo scompaiono gli uomini del presidente Hu (Boxun)
Sono molte fonti a riportare che Li Yuanchao non entrerà nel comitato permanente ma siederà nel Politburo e verrà nominato vicepresidente dell’assemblea nazionale del popolo. Secondo le stesse fonti Hu Jintao non presiederà più la commissione militare e il prossimo comitato permanente sarà composto da: Xi Jinping, Li Keqiang, Zhang Dejiang, Yu Zhengsheng, Liu Yunshan, Zhang Gaoli, Wang Qishan. Altri nomi degni di nota sono quelli di Meng Jianzhu che entrerebbe nel Politburo e nella commissione politica e giudiziaria e Li Zhanshu che siederebbe tra i 25 del Politburo. Secondo l’attuale lista, del gruppo della fazione cara al presidente Hu Jintao della Lega dei giovani comunisti (tuanpai) solo Hu Chunhua entrerebbe nel Politburo. Zhou Qiang ne sarebbe escluso ma andrebbe a presiedere la Corte suprema.

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Le radici ecologiche del socialismo con caratteristiche cinesi (Xinhua)
Insieme al marxismo, al leninismo, al maoismo e alle teorie delle tre rappresentanze di Deng Xiaoping, entrerà nello Statuto costitutivo del Partito comunista cinese anche lo sviluppo scientifico. Ma forse la novità più degna di nota è che la “costruzione di una civiltà ecologica” è stata aggiunta al capitolo che spiega il socialismo con caratteristiche cinesi. Ovvero il sentiero che si propone di percorre la Cina per i prossimi dieci anni.

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Hu Jintao, il burocrate letterato (Duowei)
Dopo dieci anni di governo, Hu Jintao sta per entrare nella storia. Durante l’apertura del congresso dell’8 novembre, per più di un’ora ha riassunto gli ultimi dieci anni e “lo sviluppo scientifico”, l’etichetta di Hu Jintao è stato inserito nell’”ideologia guida”. Ma alla fine che tipo di leader è stato Hu Jintao, cosa ha portato alla Cina? I media governativi, in testa il Quotidiano del popolo e l’agenzia Xinhua, hanno già cominciano a parlare di “decennio d’oro”. Ma l’abitudine a tessere le lodi di ogni leader che lascia ha già stancato i cittadini che non credono possa esistere un giudizio obbiettivo e imparziale sui leader “in pensione”. Negli ultimi anni, Hu Jintao è stato descritto all’estero come: l’uomo voluto da Jiang Zemin, la faccia “di legno” e il maldestro. In realtà le sue azioni e i suoi comportamenti sono conformi al carattere degli intellettuali dell’ultima generazione: acuto ma non meschino. E soprattutto capace di stare nell’ombra. Forse pensando alla storia cinese nel complesso, Hu Jintao può essere semplicemente definito un “burocrate letterato”.

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Difficoltà all’orizzonte per Xi Jinping (Duowei)
Il futuro presidente Xi Jinping non sarà fortunato quanto lo è stato il suo predecessore Hu Jintao. Quando Hu entrò in carica, l’economia cinese era pronta a partire e le potenzialità di crescita erano al massimo. Ma l’economia in Cina sta gradualmente rallentando, e non c’è più l’energia iniziale. Negli ultimi cinque anni, il ritmo di crescita dell’economia cinese si è dimezzato. Questa situazione è causata dalla crisi dell’economia mondiale e il governo guidato da Hu Jintao, non ha avuto responsabilità. Da quando è diventato presidente nel 2002, Hu Jintao ha sempre sottolineato che l’economia cinese doveva cambiare la modalità di crescita. Ancora oggi ha evidenziato che “lo sviluppo è la chiave per risolvere tutti i problemi della Cina”. Ma lo sviluppo significa cambiamento e quest’ultimo comporta rischi. Non è più tempo di chiedersi se Hu Jintao sia stato o no all’altezza del suo compito, ormai tutti i problemi non risolti passeranno al prossimo governo.

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Militari sempre più spavaldi (Duowei)
Dal discorso di apertura di Hu Jintao, manca l’affermazione che la Cina non vuole “costituire una minaccia militare per altre nazioni”, presente invece nel discorso di apertura del diciottesimo congresso. Un’occasione per notare come la crescita della potenza militare cinese abbia rafforzato la sicurezza di sé della Repubblica popolare che passa dal mostrare “la coda tra le gambe” all’approcciare al tema in maniera spavalda.

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Calcio e politica (Xinjing Bao)
Il Dalian Shi De, club di calcio della città di cui Bo Xilai è stato sindaco dal 1992 e che gli ha permesso di costruire la sua fortuna politica, ha seguito passo passo le fortune del leader ormai epurato dal Partito comunista e in attesa di giudizio. È stato comprato nel 1992 da Xu Ming che pur non avendo alcun interesse nel calcio ha cominciato a investirci per compiacere Bo Xilai che voleva vincere almeno tre campionati in cinque anni. E infatti la squadra ha vinto tre campionati consecutivi dal 2000 al 2002, garantendo un compenso minimo di oltre 125mila euro anche al giocatore più scarso. Ma nel 2004 Xu Ming si stufa e chiede, assieme ad altre sei squadre del campionato cinese, che la politica sia separata dalle aziende calcistiche. Xu Ming viene sempre più marginalizzato nella gestione della squadra fino a quando, nel marzo 2012, ha problemi economici con altre aziende e si trova costretto a investire meno nel calcio. La squadra Dalian Shi De scompare dal campionato. Sono gli stessi giorni in cui cade, travolto dagli scandali, l’ex astro nascente della “nuova sinistra” cinese, Bo Xilai.

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Che fine ha fatto la riforma culturale? (Caixin)
Durante l’appena concluso diciottesimo congresso, molte sono state le parole spese sulla riforma del sistema culturale. Ma si tratta di slogan vuoti di significato. Si vogliono promuovere ricchezza, democrazia, cultura e armonia. Questi sono valori comuni a molte delle società contemporanee. Per concretizzare questi discorsi, la propaganda non solo si dimostra inutile ma può anche essere controproducente. Alla discussione, oltre ai politici dovrebbero partecipare anche i comuni cittadini e le associazioni. Inoltre l’industria culturale dovrà essere oltremodo differenziata e superare la concezione di progetti esclusivamente business oriented. Altro problema è il sistema legale, che dovrà assolutamente essere rinforzato.

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Le fonti

Boxun. Portale d’informazione con sede negli Stati Uniti gestito da esuli e dissidenti. Scritto in in lingua cinese , è spesso considerato come una voce contro il governo di Pechino e preso come contraltare delle informazioni della propaganda. Tratta temi di politica e società. Nella sua storia possono annoverarsi diversi scoop ma anche notizie false.

Caijing. Settimanale finanziario noto all’estero per la trasparenza nel trattare gli scandali politico-finanziari e per la sua attenzione alle questioni sociali.

Caixin. Periodico mensile di informazione economico-finanziaria, noto in Cina e all’estero per le sue valutazioni e reportage di informazione. Esce il primo giorno di ogni mese.

Duowei. Portale d’informazione con base negli Stati Uniti in lingua cinese. È gestito da esuli e dissidenti. Raccoglie notizie da Cina, Stati Uniti, Taiwan, con articoli riguardanti in particolare la politica interna, senza però tralasciare l’aspetto economico-finanziario.

Lianhe Zaobao. Quotidiano di Singapore in lingua cinese, fondato nel 1983 ha una tiratura di più di cento settantamila copie al giorno. Estremamente vario, oltre la politica in Cina e in Asia orientale, tratta temi di economia e finanza.

Nanhua Zaobao (South China Morning Post). Il South China Morning Post è il più grande quotidiano in lingua inglese che copre la Cina da Hong Kong. È stato fondato nel 1903 ed è stato l’organo di stampa della Gran Bretagna durante il periodo coloniale. Il Nanhua Zaobao è la sua versione in lingua cinese. Il suo sito, a differenza di quello in inglese, non è accessibile dalla Cina continentale.

Xinhua. Agenzia di stampa governativa fondata nel 1931. Vuole essere la Reuters cinese ma è largamente criticata per la sua propaganda. Detta legge per la gran parte dei mezzi d’informazione cinesi.

Xinjing bao. Quotidiano di Pechino fondato nel 2003, fa capo al gruppo Guanming Daily e Nanfang Daily, noto per le inchieste e per le pagine di commenti. Dal 2011 è sotto il controllo della municipalità di Pechino e quindi del dipartimento di propaganda locale, che ha limitato i suoi reportage d’inchiesta.

La rassegna stampa è a cura di China Files.

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