Internazionale

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Cina

Rassegna stampa da Pechino

  • 12 novembre 2012
  • 10.51


Piazza Tiananmen, a Pechino. (David Gray, Reuters/Contrasto)

Hu Jintao e la Commissione militare centrale (Zhongguang Xinwenwang)
Il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post ha scritto che fonti anonime hanno riferito ai suoi giornalisti che il presidente Hu Jintao non rimarrà a capo della Commissione militare centrale. Secondo queste fonti il presidente lascerà il posto non appena si concluderà il congresso in modo che Xi Jinping possa prenderne immediatamente il posto. Ma la maggior parte delle notizie pubblicate fino a oggi riferiscono di un Hu Jintao intenzionato a rimanere a capo della Commissione militare centrale per ancora qualche anno (alcuni parlano di cinque anni) per meglio garantire una transizione di potere senza intralci. Dieci anni fa l’ex presidente Jiang Zemin ha rotto la consuetudine che voleva sempre la stessa persona a presiedere il partito e le forze militari, mantenendo per due anni il posto a capo dell’esercito anche se Hu Jintao gli era già succeduto alla guida del partito.

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L’arroganza dei mezzi d’informazione occidentali (Zaobao)
Il Quotidiano del popolo ha pubblicato un editoriale in cui si criticano quei paesi che hanno seguito ciecamente il modello occidentale. Questo non avrebbe portato altro che stagnazione economica, basso tenore di vita e instabilità sociale. Il discorso di Hu Jintao ha confermato che la Cina continuerà a seguire la strada del socialismo con caratteristiche cinesi, il che significa che ancora non verranno superate autocrazia e vecchia ideologia. I mezzi d’informazione occidentali che hanno parlato di riforme politiche e di democrazia, secondo l’editorialista, sono stati arroganti e hanno dimostrato di avere poca conoscenza e poco rispetto per la politica cinese.

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Corruzione. Trasformare in legge i buoni propositi (Caijing)
Wang Yukai, vice presidente del Centro di ricerca per le riforme amministrative, ha sottolineato il fatto che la la corruzione mette in discussione la selezione dei politici per lo sviluppo di una società giusta. Già dal 1994 si è proposta una legge sulla dichiarazione delle proprietà dei politici, ma per un motivo o per un altro non è mai stata varata. Finora si è solo menzionato il fatto che i politici dovrebbero dichiarare i loro redditi, ma mai si è ragionato seriamente su come l’informazione dovrà essere resa pubblica. Non esistono impedimenti tecnici, basta prendere una decisione e renderla effettiva. Fino a quel momento i funzionari non sentiranno abbastanza la pressione dell’opinione pubblica.

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Cene in cambio di approvazione dei progetti (Renmin Ribao)
Online circolano diverse notizie sulle cene offerte ai funzionari incaricati di approvare i progetti pubblici. Si tratta di cene che costerebbero cifre da capogiro: dai 40 ai 70mila euro a seconda dell’importanza del funzionario pubblico che deve essere “imbonito”. Il presidente della China securities regulatory commission, Guo Shuqing, ha dichiarato che questi dati non sono altro che rumor. Ha inoltre specificato che se è compito dei media supervisionare il sistema politico per perfezionare il sistema e ridurre i rischi, è altresì importante che non si fidino delle bugie e – soprattutto che non le riportino. Se qualcuna di queste voci sarà invece confermata sarà giudicata secondo le leggi e i regolamenti vigenti.

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Pcc 2.0: chiedi al governo (Nanfang renwu zhoukan)
Per la prima volta al congresso hanno partecipato anche dei rappresentanti dei mezzi d’informazione online. Rednet è uno dei più importanti portali online ed è stato premiato per alcune rubriche. Da dodici anni il suo direttore è il quarantaquattrenne Shu Bin che – insieme al direttore del portale di informazione del Quotidiano del popolo – è stato tra i primi rappresentanti del mondo dell’informazione online ad essere invitato al Congresso. Uno dei suoi punti fermi è quello di replicare il modello di Rednet in altre regioni collaborando con i siti locali, ma il motivo per cui è al congresso è quello di riferire al governo le esigenze del mondo dell’informazione online. Tra le sue proposte, quella di usare gli strumenti dei social network per una rubrica: “Internet chiede al governo”.

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Il futuro del vicepremier Wang Qishan (Zaobao)
Wang Qishan è il vice del premier Wen Jiabao incaricato di economia, energia e finanza. È più volte balzato alle cronache per il suo modo di scherzare in pubblico così diverso dagli altri funzionari e in lui si riponeva le aspettative per una buona riforma del sistema finanziario. Ma ci sono alcuni che pensano che Wang non abbia fatto un buon lavoro negli ultimi cinque anni e che quindi non meriti di occuparsi più di economia. Ora per lui si aprono tre possibilità politiche: potrebbe presiedere la Conferenza consultiva politica del popolo cinese o l’Assemblea nazionale popolare o dirigere la Commissione centrale per gli affari disciplinari.

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Le strade da percorrere nei prossimi dieci anni (Caixin)
Il congresso non proseguirà le vecchie strade né percorrerà quelle sbagliate. Cosa farà allora nei prossimi dieci anni? Gli ambiti di azione saranno principalmente cinque: economia, politica, cultura, società e ambiente. Caixin, ha intervistato una serie di esperti che hanno suggerito al governo le azioni da mettere in pratica. Cai Fang, il direttore dell’istituto di ricerca economico sulla popolazione dell’Accademia cinese delle scienze sociali, sottolinea l’importanza di aumentare il reddito medio. Liu Shouying, vicedirettore del Centro di ricerca per lo sviluppo per l’economia agricola vede nella risoluzione dei problemi delle campagne una priorità assoluta. Zhou Tianyong, direttore del Centro di ricerca per la strategia internazionale della Scuola del partito vorrebbe che entro il 2020 fosse completata la trasformazione politica. Li Weidong, preside della facoltà di legge dell’Università di comunicazione di Shanghai è ancora più chiaro: nessuna persona o organizzazione deve poter essere superiore alla legge e alla costituzione. Wang Zhengyao, preside dell’Istituto di ricerca per welfare dell’Università Normale di Pechino crede che la priorità assoluta sia il mantenimento della stabilità. Wang Rusong, ricercatore per l’Accademia delle scienze pensa che non si farà molta strada senza costruire una coscienza ecologica dell’opinione pubblica. Zhou Fangsheng, esperto di riforme e di impresa, e Liu Shijin, vice direttore del Centro ricerca e sviluppo del consiglio di stato, richiamano l’attenzione sull’urgenza di riformare la proprietà privata. Yu Yongding, anch’esso membro dell’Accademia delle scienze sociali pensa che basti continuare sulla strada delle politiche di apertura.

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Tutti parlano di riforme, ma quali sono le priorità (Caijing)
Wang Tao, importante economista presidente di Ubs Security, ha commentato il discorso in cui Hu Jintao ha indicato il sentiero su cui la Cina dovrà procedere nei prossimi cinque anni. La trasformazione economica dovrà avvenire in modo strategico, ma equilibrato e sostenibile. La chiave sarà l’individuare il ruolo del governo e quello del mercato. In un anno le politiche da attuare si concentreranno su: sviluppo delle piccole e medie imprese e promozione dell’industria dei servizi, una maggiore copertura economica per pensioni e sanità e infrastrutture nel nord ovest cinese. La riforma del sistema di registrazione tramite permesso di residenza dei cittadini (hukou), la riforma della finanza pubblica e la trasformazione del ruolo del governo dovranno altre politiche da vagliare. Sarà la nuova dirigenza a decidere l’ordine di priorità delle suddette – e necessarie – riforme.

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Le conseguenze del caso Bo Xilai sull’esercito (Duowei)
L’8 novembre Liu Yuan, commissario politico del dipartimento generale di logistica dell’Esercito di liberazione popolare, ha partecipato al congresso, suscitando l’attenzione dei media. Il giorno dell’apertura del congresso erano in molti a cercare proprio Liu Yuan, forse perché negli ultimi anni è diventato l’uomo di riferimento all’interno del Elp o forse per quelle “voci” che circolano solo all’estero sul ribaltamento nella commissione militare del comitato centrale a seguito dello scandalo Bo Xilai. Alcuni sono convinti che Liu Yuan sia stato già rimosso dal suo incarico, altri che sia “sotto controllo”. Anche se il generale Zhao Keshi prenderà il suo posto, da quanto appare sul sito del ministero della difesa Liu Yuan è ancora in carica come commissario politico. E per il momento non ha intenzione di commentare la sua situazione.

Qi Jianguo, vice capo degli affari generali dell’Elp, dal canto suo ha già dichiarato che il caso Bo Xilai non ha avuto conseguenze sull’esercito. A riprova di questo ci sarebbe il fatto che anche il generale Zhang Haiyang sarebbe coinvolto nello scandalo ma ha comunque preso parte all’apertura del congresso. Alcuni hanno notato come sia Liu Yuan sia Zhang Haiyang abbiano avuto legami famigliari con Bo Xilai e che dopo lo scandalo le loro attività siano diminuite.

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Il Partito materno (Xinhua)
Due deputate dello Sichuan hanno partecipato al Congresso con i loro bambini. Hanno ringraziato il Partito per la particolare cura con cui sono state trattate e hanno dichiarato che faranno del loro meglio per migliorare lo spirito del Congresso.

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Le fonti

Caijing. Settimanale finanziario noto all’estero per la trasparenza nel trattare gli scandali politico-finanziari e per la sua attenzione alle questioni sociali.

Caixin Gaige. Periodico mensile di informazione economico-finanziaria, noto in Cina e all’estero per le sue valutazioni e reportage di informazione. Esce il primo giorno di ogni mese.

Duowei. Portale d’informazione con base negli Stati Uniti in lingua cinese. È gestito da esuli e dissidenti. Raccoglie notizie da Cina, Stati Uniti, Taiwan, con articoli riguardanti in particolare la politica interna, senza però tralasciare l’aspetto economico-finanziario.

Lianhe Zaobao. Quotidiano di Singapore in lingua cinese, fondato nel 1983 ha una tiratura di più di cento settantamila copie al giorno. Estremamente vario, oltre la politica in Cina e in Asia orientale, tratta temi di economia e finanza.

Nanfang Renwu Zhoukan. “Registrare il nostro destino” è il motto del settimanale con sede a Guangzhou. Attenta ai cambiamenti sociali, la rivista pubblica interviste e articoli con taglio socioculturale sulla Cina e l’estero.

Renmin Ribao. Quotidiano del Comitato centrale del Partito comunista cinese, è la voce del Pcc e delle correnti dominanti al suo interno.

Xinhua. Agenzia di stampa governativa fondata nel 1931. Vuole essere la Reuters cinese ma è largamente criticata per la sua propaganda. Detta legge per la gran parte dei mezzi d’informazione cinesi.

Zhongguang Xinwenwang (Bcc News network). Fondato nel 1973, è uno dei primi canali prima radio e poi web di Taiwan.

La rassegna stampa è a cura di China Files.

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