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Africa

Cannes nel deserto

  • 22 maggio 2014
  • 16.03


Una proiezione al festival di cinema nel Sahara, 2010. (Alberto Almayer, FiSahara)

Mentre il cinema mondiale si ritrova a Cannes, un festival alternativo va in scena nel Sahara: il Sahara international film festival, anche conosciuto come FiSahara. Il festival è alla sua undicesima edizione e si svolge in un campo profughi sahrawi nel deserto algerino.

“Non ci sono tappeti rossi e feste sugli yacht, ma gli ospiti del festival di cinema del Sahara si divertono lo stesso con corse di cammelli e feste tra le dune”, scrive Stefan Simanowitz sul Guardian.

All’undicesima edizione del festival hanno partecipato 300 attori da tutto il mondo, sceneggiatori e critici, e migliaia di rifugiati sahrawi che vivono nei campi algerini da quarant’anni.

“Per raggiungere il festival si deve volare con piccoli aerei fino a Tinduf e poi con autobus o un fuoristrada raggiungere il campo profughi di Dakhla, anche chiamato il giardino del diavolo”, scrive Simanowitz. “Gli ospiti del festival vengono alloggiati per cinque giorni nelle tende dei sahrawi e le proiezioni avvengono all’aperto, nel tardo pomeriggio e la sera a causa delle alte temperature del giorno”, racconta Simanowitz.

Il programma del festival prevede 30 film, tra cui documentari, film d’animazione, piccole e grandi produzioni. E inoltre film realizzati dai rifugiati sahrawi nella scuola di cinema che è sorta nel campo.


(Alberto Almayer, FiSahara)

Il festival ha premiato quest’anno il documentario Raíces y Clamor che racconta la storia degli studenti sharawi che si trasferiscono fin da ragazzini in Spagna per studiare e vengono adottati da famiglie spagnole.

Il primo premio è andato al film Legna che racconta la tradizione poetica del popolo sahrawi. Il vincitore ha ricevuto un cammello bianco.

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