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Asia Pacifico

Le Filippine colpite dal tifone Haiyan

  • 15 novembre 2013


Un accampamento costruito da alcuni sopravvissuti al tifone Haiyan nei dintorni di Tacloban, nelle Filippine. (David Guttenfelder, Ap/Lapresse)

Il 7 novembre le Filippine sono state colpite da un potente tifone chiamato Haiyan, una tempesta che viaggiava a 300 chilometri all’ora. Il 15 novembre la protezione civile filippina ha aggiornato a 3.621 il numero dei morti. Il presidente filippino, Benigno Aquino, il 13 novembre ha dichiarato alla Cnn che la stima iniziale di 10.000 morti è stata troppo alta, e che il numero delle vittime dovrebbe essere inferiore alle attese. Undici milioni di filippini sono rimasti coinvolti nel passaggio del tifone. Molti di loro sono rimasti senza casa, cibo e acqua corrente. Il tifone si è poi spostato in Vietnam, dove ha perso forza ed è stato declassato a tempesta tropicale. Secondo il governo vietnamita il passaggio del tifone Haiyan non ha causato vittime. La tempesta ha colpito anche il sud della Cina, dove ha causato almeno otto morti.

Il governo delle Filippine ha ricevuto diverse critiche per la lentezza delle operazioni di soccorso, soprattutto nelle zone più colpite, come Tacloban. Nella città i cadaveri si sono accumulati per le strade e i residenti, alla disperata ricerca di cibo, hanno cominciato a saccheggiare i negozi. Il 14 novembre un portavoce di Medici Senza Frontiere ha detto alla Bbc che al momento ci sono grandi problemi logistici nella distribuzione degli aiuti. L’esecutivo si è difeso dicendo che il tifone Haiyan è una delle tempeste più potenti della storia. Il 14 novembre gli Stati Uniti hanno inviato nelle Filippine una portaerei, la Uss George Washington, che aiuterà le operazioni di ricerca e soccorso.

Per gli scienziati, che hanno studiato le immagini satellitari, Haiyan è una delle tempeste più forti approdate sulla terraferma mai registrate. L’aeroporto di Tacloban ha parzialmente riaperto la mattina dell’11 novembre per permettere un arrivo più veloce degli aiuti umanitari. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno inviato navi da guerra per aiutare i soccorsi nelle Filippine. E diversi altri paesi, tra cui Giappone e Cina, stanno mandando soldi, medicine e provviste.

    • 11.48

    Un servizio di Al Jazeera da Ormoc, una città nella Provincia di Leyte, andato in onda il 14 novembre.

    • 09.57

    Le vittime sono 3.621

    Sale a 3.621 il numero di morti causati dal tifone Haiyan nelle Filippine. Lo annuncia un dirigente della protezione civile locale. (Fonte: Ap)

    • 09.03


    La fila per ricevere cibo e acqua a Tacloban, nelle Filippine, il 14 novembre. (Erik De Castro, Reuters/Contrasto)

    • 12.57
    • 14 novembre


    Un elicottero a bordo della portaerei Uss George Washington, il 13 novembre 2013. (Paolo Bayas, Us Navy/Afp)

    • 10.25
    • 14 novembre

    La mappa degli aiuti

    Il 12 novembre le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per raccogliere 301 milioni di dollari per le vittime del tifone Haiyan. Ecco una mappa degli aiuti internazionali realizzata dall’Afp.

    • 10.04
    • 14 novembre

    Un video pubblicato dall’Associated Press e girato nella provincia di Leyte durante il passaggio del tifone.

    • 09.56
    • 14 novembre

    Arriva una portaerei dagli Stati Uniti

    Una portaerei e due incrociatori statunitensi dovrebbero arrivare oggi nelle Filippine per aiutare la popolazione colpita dal tifone Haiyan. La nave Uss George Washington aiuterà le operazioni di ricerca e soccorso e fornirà una piattaforma per gli elicotteri che trasportano i rifornimenti, ha detto la Casa Bianca. La prossima settimana nelle Filippine dovrebbero arrivare altre navi statunitensi.

    Il presidente filippino Benigno Aquino continua a ricevere pressioni per accelerare la distribuzione di cibo, acqua e medicine ai sopravvissuti e far ripartire i governi locali, quasi tutti paralizzati dal passaggio del tifone. (Fonte: Reuters/Bbc)

    • 15.52
    • 13 novembre

    Un video dell’Associated Press, girato il 13 novembre, mostra i sopravvissuti del tifone a Tacloban.

    • 15.30
    • 13 novembre

    Le vittime sono 2.344

    Secondo il dipartimento della difesa filippino i morti sono 2.344. I feriti sono 3.804, mentre i dispersi sono 79. Il governo filippino ha confermato che le operazioni per recuperare e identificare i corpi vanno a rilento, e ci vorrà ancora molto tempo prima di avere una cifra definitiva. (Fonte: The Guardian)

    • 10.20
    • 13 novembre


    Sopravvissuti al tifone Haiyan attendono di essere evacuati all’aeroporto di Tacloban, nelle Filippine. (Philippe Lopez, Afp)

    • 09.44
    • 13 novembre

    Otto persone sono morte a causa del crollo di un muro in un magazzino di Alangalang, nella provincia di Leyte, dopo che un gruppo di sopravvissuti ha preso d’assalto l’edificio per rubare delle scorte di cibo. I saccheggiatori hanno preso più di centomila sacchi di riso, e la polizia non è riuscita a fermarli. (Fonte: Bbc)

    • 09.26
    • 13 novembre


    Un uomo si ripara sotto una tettoia a Palo, nella provincia di Leyte. (Erik De Castro, Reuters/Contrasto)

    • 14.29
    • 12 novembre

    800.000 senza casa

    Il numero di sfollati nelle Filippine a causa del passaggio del tifone Haiyan è salito a 800.000, secondo le Nazioni unite. (Fonte: The Guardian)

    • 14.25
    • 12 novembre


    Alcune delle vittime del tifone Haiyan a Tacloban, nelle Filippine. (Romeo Ranoco, Reuters/Contrasto)

    • 12.48
    • 12 novembre

    Perché il tifone si chiama Haiyan

    Il tifone che ha colpito le Filippine viene chiamato Haiyan in quasi tutto il mondo. Haiyan è una parola cinese, che significa procellaria, un uccello marino. Nelle Filippine invece la tempesta viene chiamata Yolanda. Questo perché dal 1963 l’Amministrazione dei servizi atmosferici, geofisici e astronomici delle Filippine ha cominciato a dare solo nomi femminili alle tempeste tropicali che colpiscono il paese, spiega il Wall Street Journal. I nomi sono assegnati usando le 19 lettere dell’alfabeto filippino, che comincia con la A e finisce con la Y.

    Nel corso degli anni sono state aggiunte anche alcune lettere dell’alfabeto inglese: la lista adesso è formata da 25 nomi più altri dieci di riserva. I nomi si usano a rotazione, a cicli di quattro anni, ma vengono eliminati se fanno più di 23 milioni di dollari di danni o almeno 300 morti. Il tifone Yolanda è il 24° ciclone tropicale che ha colpito le Filippine quest’anno. L’Amministrazione dei servizi atmosferici, geofisici ed astronomici delle Filippine di solito sceglie nomi tipici filippini, in modo che la popolazione li possa memorizzare e ripetere facilmente. Espandi

    La pratica di dare nomi femminili alle tempeste è diffusa da molti anni. Negli Stati Uniti dal 1953 la National Hurricane Center iniziò a dare sistematicamente un nome alle tempeste tropicali e agli uragani,un scelta poi proseguita dall’Organizzazione meteorologica mondiale. Alla prima tempesta dell’anno veniva dato un nome che iniziava per A, alla seconda per B. Questa pratica però, visto che le tempeste erano di solito distruttive, è stata considerata sessista. Per questo nel 1979 il National Weather Service ha introdotto l’uso dei nomi maschili, che da allora si alternano a quelli femminili.

    • 12.02
    • 12 novembre

    • 11.36
    • 12 novembre

    Il tifone in Cina


    Un sottopassaggio allagato dalle forti piogge a Nanning, in Cina, causate dal tifone Haiyan. (Reuters/Contrasto)

    • 11.29
    • 12 novembre

    Un nuovo video del Guardian mostra i sopravvissuti mentre tentano di imbarcarsi su un volo militare all’aeroporto di Tacloban. La telecamera mostra anche i danni che il tifone Haiyan ha lasciato in città.

    • 11.20
    • 12 novembre

    Più di 11 milioni di persone stanno subendo le conseguenze del tifone Haiyan e gli sfollati sono in tutto 673mila. Lo rende noto l’ufficio dell’Onu a Ginevra.

    • 10.07
    • 12 novembre

    Stanno bene almeno tre dei dodici italiani che si trovavano nelle Filippine durante il passaggio del tifone Haiyan e che la Farnesina non era ancora riuscita a contattare. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Marta Dassù. (Fonte: Asca)

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