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Atlante

Formazione e ricerca

  • 26 settembre 2013
  • 15.40
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Pur rimanendo un grande centro di produzione del sapere, l’Europa sta vivendo una grave crisi nel settore della formazione e della ricerca scientifica. Alla “fuga dei cervelli” da paesi come l’Italia si contrappone la grande migrazione di studenti asiatici verso le università occidentali per acquisire il know how necessario a sostenere il loro attuale imponente sviluppo economico e sociale. Questo non significa però che i paesi dell’Asia stiano riducendo gli investimenti nella ricerca.

Al contrario: secondo l’Unesco, la Cina dovrebbe superare prossimamente gli Stati Uniti e l’Unione europea per numero di ricercatori. Tra il 2000 e il 2010 Pechino ha moltiplicato di 6,6 volte la somma investita in ricerca e sviluppo e ha raggiunto il quarto posto nel mondo per numero di brevetti depositati ogni anno. Inoltre è il secondo produttore di articoli scientifici e conta 42 università tra le prime 500, contro le 16 di dieci anni fa. In questa ascesa è accompagnata da molti paesi asiatici, in particolare da India, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Singapore e Taiwan.

Mappe di Riccardo Pravettoni e Francesco Gastaldon

In copertina

Stipendi da fame

Stipendi da fame

Migliaia di lavoratori statunitensi si battono per l’aumento del salario minimo e il diritto di formare un sindacato. Sfidando le multinazionali dei fast food.

Istruzione, scienza e ricerca nel mondo globale

Una comunità scientifica multipolare?


Fonti: Unesco institute for statistics, uis.unesco.org; Undp human development report, hdr.undp.org; Thomson Reuters, “Essential science indicators”, pubblicato in Nature, 366 days: 2012 in review, Dicembre 2012; QS world university rankings, 2013.

La formazione estera delle classi dirigenti asiatiche

Fonti: Unesco institute for statistics, uis.unesco.org

Una nuova geografia del sapere

Fonte: Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Education online database, oecd.org/education; pubblicato in National science board, Science and engineering indicators, 2012.

L’Atlante è un progetto realizzato da Cartografare il presente, laboratorio di ricerca e documentazione sulle trasformazioni geopolitiche del mondo contemporaneo del Dipartimento di storia, culture, civiltà dell’Università di Bologna, con la partecipazione del Grid di Arendal (Norvegia).
Ogni mese Internazionale ospita una selezione di mappe sui principali temi dell’attualità politica, economica e sociale per orientarsi nelle trasformazioni del mondo globalizzato.

Per saperne di più
• M. Barber, S. Rizvi, K. Donnelly, Oceans of innovation: the Atlantic, the Pacific, global leadership and the future of education (Penguin 2012)
• N. Noddings, Education and democracy in the 21st century (Teachers College Press 2013)
• B. Pusser, K. Kempner, S. Marginson, I. Ordorika (a cura di), Universities and the public sphere. Knowledge creation and state building in the era of globalization (Routledge 2012)
• T. Boeri, H. Brücker, F. Docquier, H. Rapoport (a cura di), Brain drain and brain gain: the global competition to attract high-skilled migrants (Oxford University Press 2012)
• A. Cobalti, Globalizzazione e istruzione (Il Mulino 2007)

Sitografia
oecd.org/education
timeshighereducation.co.uk
nsf.gov/statistics
universityworldnews.com
cervelliinfuga.it
economist.com/node/177232
wipo.int

L’Atlante di Cartografare il presente
Direzione: Raffaele Laudani e Dominique Vidal
Coordinamento cartografico: Cécile Marin
Equipe: Francesco Gastaldon, Dario Ingiusto,
Nieves López Izquierdo, Marianna Pino, Riccardo Pravettoni

Internazionale, numero 1019, 27 settembre 2013

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