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Atlante

Beni comuni

  • 17 ottobre 2013
  • 13.00
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Gli utenti delle risorse comuni sono intrappolati nel dilemma tra interesse individuale e utilità collettiva.

Da alcuni anni i “beni comuni” sono al centro del dibattito politico in molti paesi. Per i liberisti sono il capitale più prezioso che oggi si possa accumulare, mentre per i movimenti di resistenza al neoliberismo sono risorse da difendere perché appartengono a tutti.

Non si tratta semplicemente di scegliere tra pubblico e privato, ma più in generale di stabilire se sia accettabile un accesso esclusivo a risorse naturali come l’acqua e le terre coltivabili o, come nel caso di internet e dei brevetti, al sapere e alla conoscenza.

Non c’è da stupirsi dunque se tra i settori più colpiti dalle misure di austerità, insieme ai servizi sociali un tempo ritenuti essenziali, ci sono proprio i beni comuni. Intorno alla definizione e gestione dei beni comuni si decide quale modello di società vogliamo per noi e per le generazioni future.

Mappe di Nieves López Izquierdo

In copertina

Stipendi da fame

Stipendi da fame

Migliaia di lavoratori statunitensi si battono per l’aumento del salario minimo e il diritto di formare un sindacato. Sfidando le multinazionali dei fast food.

Terre in vendita

Fonti: Banca dati landmatrix.org; faostat.fao.org, (accesso ottobre 2013); Global hunger index 2012, International food policy research institute.

Attività produttiva o speculativa?

Fonte: Banca dati landmatrix.org (accesso ottobre 2013).

Prezzi alimentari e land grabbing*

Fonte: Banca dati landmatrix.org (accesso ottobre 2013); R. Bailey, Growing a better future, Oxfam 2011.

Austerità e privatizzazioni in Europa

Fonti: Hall D. e Lobina E., Water companies and trends in Europe 2012, Epasu, University of Greenwich, 2012; Zacune J.,Privatising Europe: using the crisis to entrench neoliberalism, Transnational Institute, 2013; privatizationbarometer.net; veoliawater.com; suez-environnement.com; aqualia.es (accesso ottobre 2013).

Land grabbing e disponibilità di acqua: il caso del bacino del Nilo

Fonte: Rulli et al., Global land and water grabbing, Pnas, 2012; Frenken, K. (a cura di), Irrigation in Africa in figures, Aquastat survey, Fao, 2005; Fao-Nile Basin Project 2004-2009, Synthesis report, FAO, 2011; Banca dati della Banca mondiale: databank.worldbank.org; Banca dati landmatrix.org (accesso ottobre 2013).

L’Atlante è un progetto realizzato da Cartografare il presente, laboratorio di ricerca e documentazione sulle trasformazioni geopolitiche del mondo contemporaneo del Dipartimento di storia, culture, civiltà dell’Università di Bologna, con la partecipazione del Grid di Arendal (Norvegia).
Ogni mese Internazionale ospita una selezione di mappe sui principali temi dell’attualità politica, economica e sociale per orientarsi nelle trasformazioni del mondo globalizzato.

Per saperne di più
S. Chignola (a cura di), Il diritto del comune. Crisi della sovranità, proprietà e nuovi poteri costituenti (Ombre Corte 2012)
C. Hess e E. Ostrom (a cura di), La conoscenza come bene comune. Dalla teoria alla pratica (Bruno Mondadori 2009)
U. Mattei, Beni comuni. Un manifesto (Laterza 2011)
M. Hardt, A. Negri, Comune. Oltre il privato e il pubblico (Rizzoli 2010)
E. Ostrom, Governare i beni collettivi (Marsilio 2006)
V. Shiva, Il bene comune della terra (Feltrinelli 2005)
M.R. Marella, Oltre il pubblico e il privato. Per un diritto dei beni comuni (Ombre Corte 2012)
S. Rodotà, Il diritto di avere diritti (Laterza 2012)
S. Liberti, Land Grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo (Minimum fax 2011)
D. Harvey, Città ribelli (Il Saggiatore 2013)
R. Petrella, Una nuova narrazione del mondo (Emi 2007)

Sitografia
oxfam.org
grain.org
farmlandgrab.org
onthecommons.org
teatrovalleoccupato.it

L’Atlante di Cartografare il presente
Direzione: Raffaele Laudani e Dominique Vidal
Coordinamento cartografico: Cécile Marin
Equipe: Francesco Gastaldon, Dario Ingiusto,
Nieves López Izquierdo, Marianna Pino, Riccardo Pravettoni

Internazionale, numero 1022, 18 ottobre 2013

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